bella e perduta: music, italy, & the jews

[a bi-lingual blog on cultural identity] – [un blog bilingue di identità culturali]

Around the Day in Eighty Worlds – Il giro del giorno in ottanta mondi (Introd.)

Posted by Francesco Spagnolo on 2008/09/08

La mia recente visita in Italia potrebbe finire fra le pagine della Vuelta del dìa di Julio Cortázar.

In 24 ore, sono passato da Siena a Firenze, a Padova, e poi a Milano, confrontandomi con piccole e grandi comunità, con cimiteri e feste di paese, orchestre da camera e bande da strada, cibi tipici, presentazioni di libri, discorsi di rabbini, leaders comunitari, sindaci, assessori comunali, e rappresentanti di partiti politici, organizzazioni di volontariato, banche e fondazioni… Insomma, una specie di circo della memoria: ho iniziato con musiche del 1786, e finito con quelle del 2008, e devo confessare di non preferire queste ultime.

E’ la Giornata Europea della Cultura Ebraica, che in Italia, come scrive Ruth Gruber, è più seguita che altrove. Si tratta di un’occasione per mettere in piazza (letteralmente) il passato degli ebrei, il loro presente scomodo, e la presenza, la sopravvivenza e l’incerto futuro di una delle più antiche comunità della Diaspora. Chiaramente, si tratta un giorno che suscita interesse fra gli artisti e gli intellettuali, coinvolti in concerti, spettacoli, presentazioni, conferenze e veri e propri convegni accademici. E’ però anche un’occasione unica per molti, non ebrei, di visitare luoghi vicini geograficamente ma lontani anni luce dalla loro vita quotidiana. Specialmente le sinagoghe, un tempo visitatissime da tutti, ma che da quanto il terrorismo palestinese ha iniziato a fare vittime anche in Italia sono blindate da presidi della Polizia di Stato. Ma la Giornata della Cultura Ebraica è anche (e soprattutto) una vetrina politica, e un’occasione per stabilire e rinsaldare i rapporti tra le comunità ebraiche (o quel che ne resta) e la società, la politica e l’economia italiane.

Quest’anno mi ci sono trovato in mezzo, quasi nell’occhio del ciclone, perchè il tema delle manifestazioni era la musica. Anzi, “musica e parole.” Nonostante la distanza geografica (abito in California), ho ricevuto numerosi inviti un po’ da tutta Italia. Generosamente, la Comunità e l’Università di Padova assistito per le spese di viaggio, rendendomi possibile partecipare. E’ stata una visita lampo: sei giorni compresi i (lunghi) viaggi in aereo. Ho raccolto impressioni e immagini, che rivelerò un po’ per volta nei prossimi giorni.

Lascio a post successivi la descrizione delle altre cose che ho fatto nei pochi giorni di permanenza italiana: ricerche d’archivio a Firenze (yum!), programmi di studio Siena (yum!), possibili collaborazioni digitali con Padova (yum!), e persino un articolo su La Repubblica (pagine di Milano)…

Ecco, ad ogni modo, gli appuntamenti a cui ho partecipato (viaggiando in treno, senza “teletrasporto”):

SIENA, Sabato 6 Settembre (ore 21): sinagoga. Prima esecuzione delle musiche composte nel 1786 da Francesco Drei e Volunio Gallichi per l’inaugurazione della locale sinagoga. Breve conferenza introduttiva su Ebrei e cristiani si incontrano: La musica sinagogale in Italia agli albori della modernità.

FIRENZE, Domenica 7 Settembre (ore 11:30): sinagoga. Conferenza su Leo Levi (1912-1982) Pioniere della musicologia ebraica tra Italia e Israele.

PADOVA, Domenica 7 Settembre (ore 17): Università, Sala dei giganti. Conferenza su Percorsi musicali ebraici in Italia: tra Veneto e Piemonte.

MILANO, Domenica 7 Settembre (ore 22): Teatro Dal Verme. Chiacchierata notturna su Musica e vita notturna degli ebrei italiani dal Rinascimento a oggi.

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My recent visit to Italy could very well be featured in the pages of Julio Cortázar’s La vuelta del día.

Within 24 hours I found myself in Siena, Florence, Padova and Milano, faced with small and large Jewish communities, with cemeteries and country fairs, chamber orchestras and street bands, local culinary specialties, book readings, and speeches by rabbis, community leaders, mayors, city officers, and the representatives of political parties, volunteers’ organizations, banks and foundations… Well, altogether a full-fledging memory circus: I started with music from 1786, and ended with those from 2008, and I must confess that I did not favor the latter ones.

This is the European Day of Jewish Culture, which in Italy, as Ruth Gruber writes, has more of a following than anywhere else. It is a chance to display the Jewish past, its somewhat uncomfortable present, and the presence, survival and uncertain future of one of the oldest communities in the Diaspora. Clearly, it is an important day for artists and intellectuals, who are involved in concerts, shows, presentations, lectures and full-sized academic conferences. It is also a unique chance for many non-Jewish people to visit sites that sit geographically very close to them, but also light-years away from their daily experience. This is particularly true of the synagogues, who where once widely frequented by everyone, but that since Palestinian terrorism began making victims in Italy as well, are guarded by the State Police. But the European Day of Jewish Culture is also a political showcase, and a chance to strengthen the relationship between the Jewish communities (or what is left of them) and the society, the politics and the economy of Italy.

This year, since the topic of the day was music, I found myself right in the middle of the “storm.” In spite of the geographical distance (I live in California), I received many invitations from all over Italy. Very generously, the Community and the University of Padova assisted me in traveling there, which made it possible for me to take part in this event. It was a very quick visit: six days including travel time. I have gathered impressions and images, which I will be gradually sharing over the next few days.

I will leave the description of the other things I did during the few days I was in Italy — including archival research in Florence (yum!), study plans in Siena (yum!), possible digital partnerships with Padova (yum!), and even an article for La Repubblica (Milan edition)… — to future posts.

For now, here’s a list of the events in which I took part (traveling by train, without teleporting myself):

SIENA, Saturday, September 6 (9 pm): Synagogue. First modern performance of the music composed in 1786 by Francesco Drei and Volunio Gallichi for the opening of the local synagogue. Short introductory lecture: Jews and Christians Meet One Another: Synagogue Music at the Dawn of Modernity.

FLORENCE, Sunday, September 7 (11:30 am): Synagogue. Lecture on Leo Levi (1912–1982), Jewish Music Pioneer between Italy and Israel.

PADOVA, Sunday, September 7 (5 pm): University, Hall of the Giants. Lecture on Jewish Musical Paths in Italy: Between Veneto and Piedmont.

MILAN, Sunday, September 7 (10 pm): Teatro Dal Verme. A late evening presentation on the Music and Nightlife of the Jews in Italy: From the Renaissance to Our Days.

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